Voucher Cloud & Cybersecurity: un’opportunità concreta per innovare

Voucher Cloud & Cybersecurity: un’opportunità concreta per innovare

Il nuovo bando Voucher Cloud & Cybersecurity promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresenta un’importante leva per accelerare la trasformazione digitale delle imprese italiane. La misura si rivolge a PMI e lavoratori autonomi su tutto il territorio nazionale e prevede contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, per un massimo di 20.000 euro. In questa fase è attivo l’accreditamento dei fornitori, mentre l’apertura dello sportello per le imprese è attesa successivamente. È quindi il momento ideale per iniziare a pianificare gli interventi.

Un elemento particolarmente interessante del bando è l’attenzione alle attività di consulenza, spesso decisive per il successo dei progetti digitali. Sono infatti finanziabili servizi professionali legati all’implementazione, configurazione e gestione delle soluzioni adottate, entro il limite del 30% del budget complessivo. Questo include, ad esempio, attività di assessment iniziale per valutare il livello di maturità digitale e di sicurezza dell’azienda, la definizione di una roadmap di intervento coerente con gli obiettivi di business, nonché il supporto nella fase di disegno dell’architettura applicativa e infrastrutturale.

La consulenza copre anche le fasi più operative, come l’integrazione tra sistemi esistenti e nuove piattaforme, la configurazione degli strumenti scelti e l’impostazione dei processi di monitoraggio e gestione continuativa. In ambito cybersecurity, questo può tradursi nella definizione di policy di sicurezza, nella gestione dei rischi e nell’adozione di modelli organizzativi adeguati; in ambito cloud, invece, nella corretta strutturazione degli ambienti e nell’ottimizzazione delle risorse. In altre parole, il bando riconosce che il valore non risiede solo nella tecnologia acquistata, ma nella capacità di utilizzarla in modo efficace. Investire in consulenza significa ridurre il rischio di scelte non adeguate, accelerare i tempi di adozione e massimizzare il ritorno degli investimenti, trasformando l’innovazione digitale in un processo guidato e sostenibile.

Accanto alla consulenza, il bando sostiene anche l’adozione di software di cybersecurity e soluzioni SaaS. Nel primo caso, rientrano strumenti fondamentali per proteggere dati e infrastrutture (come sistemi di monitoraggio, gestione delle vulnerabilità e protezione degli endpoint); nel secondo, applicativi in cloud come ERP, CRM, software HR o piattaforme di collaborazione. Un aspetto chiave è che tali soluzioni devono essere fornite da operatori accreditati dal Ministero, elemento che garantisce qualità ma rende ancora più importante una corretta attività di selezione dei partner tecnologici.

In questo contesto, possiamo supportare le aziende in tutte le fasi del percorso: dall’analisi dei requisiti e affiancamento nella partecipazione al bando, fino alla definizione di una roadmap tecnologica coerente. Offriamo servizi di consulenza mirati, sia in ambito cloud sia cybersecurity, e accompagniamo le imprese nella software selection, individuando le soluzioni più adatte e gestendo la loro implementazione. Inoltre, possiamo fornire direttamente soluzioni – incluse tecnologie Microsoft – o attivarci tramite un network qualificato di partner.

Il Voucher Cloud & Cybersecurity è quindi molto più di un incentivo economico: è un’occasione per fare scelte strutturate e durature in ambito digitale. Affrontarlo con il giusto approccio, unendo visione strategica, competenze consulenziali e tecnologie adeguate, permette di trasformare un contributo in un vero vantaggio competitivo.

DigitalMeet 2025: incontro su AI e Fashion

DigitalMeet 2025: incontro su AI e Fashion

Un appuntamento imperdibile per chi vive l’innovazione nel mondo della moda e del design: mercoledì 22 ottobre 2025 alle ore 17.00, nella splendida cornice di Villa Mocenigo a Cadoneghe (PD), si terrà l’evento “AI nei processi creativi del Fashion”, all’interno del programma ufficiale di DIGITALmeet 2025, il più grande festival italiano dedicato all’alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese.

Il format scelto è quello della “unconference”, un incontro aperto e partecipativo, dove il pubblico non è solo spettatore, ma protagonista attivo del dibattito. Al centro dell’evento, l’esplorazione delle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale Generativa applicata alla moda e al design: dalla creazione di concept e moodboard, fino alla realizzazione di prototipi.

Un team di esperti — tra imprenditori, creativi e professionisti del settore — affronterà il tema della trasformazione digitale nei processi creativi, dialogando direttamente con i partecipanti, anche mediante strumenti digitali. L’obiettivo è quello di stimolare riflessioni, condividere esperienze e tracciare nuove prospettive di collaborazione, velocità e sostenibilità nella filiera creativa del fashion.


Moderato dal consulente aziendale Walter Macorig (MAS Management Network), il panel vedrà la partecipazione di:

  • Gianluca Tacchella, Amministratore Delegato di Carrera Jeans
  • Andrea Pagnoncelli, Project Manager Bottega Veneta
  • Massimo Giacon, stilista e artista
  • Barbara Avogliero, Enterprise Business Solution Dedagroup Stealth

Sono attesi anche ospiti a sorpresa: manager, imprenditori, tecnici e rappresentanti del mondo digitale e della moda, pronti a condividere visioni e idee.

A dare il via ai lavori saranno gli studenti del corso di marketing dell’Università IUSVE di Venezia, che introdurranno il format dell’unconference e animeranno il coinvolgimento del pubblico, raccogliendo le domande e stimolando l’interazione tra sala e relatori. Lo spirito dell’evento è aperto e inclusivo: ogni partecipante potrà intervenire liberamente, porre domande, proporre spunti e contribuire alla conversazione, in un clima informale e stimolante.


L’ingresso è gratuito, ma è obbligatoria la registrazione tramite Eventbrite per garantire la sicurezza e il rispetto della capienza degli spazi di Villa Mocenigo.

ISCRIVITI QUI!


Nel caso in cui, la sera dell’evento, siano ancora disponibili posti, sarà possibile registrarsi anche in loco, sempre attraverso Eventbrite.

Vi aspettiamo per un confronto vivace e concreto su come l’AI stia rivoluzionando il futuro creativo della moda.

Industria 4.0: circa 900 milioni ancora disponibili

Industria 4.0: circa 900 milioni ancora disponibili

Secondo le ultime comunicazioni del MIMIT e del GSE, risultano ancora disponibili circa 900 milioni di euro dei 2,2 miliardi stanziati per il credito d’imposta Transizione 4.0 riferito all’anno 2025. Questa riserva residua rappresenta un’opportunità concreta per le imprese che vogliono investire in beni strumentali tecnologicamente avanzati e digitalizzazione dei processi produttivi.

Quadro delle risorse e situazione attuale:

  • Il plafond complessivo 2025, fissato dalla Legge di Bilancio, era pari a 2,2 miliardi di euro.
  • Il termine per la prenotazione prioritaria delle risorse da parte delle imprese con comunicazione preventiva è scaduto il 17 luglio 2025.
  • A seguito di questa scadenza, il GSE ha quantificato le somme effettivamente vincolate, rendendo noto che circa 930 milioni di euro sono ancora utilizzabili.

Serve agire in fretta, la finestra si sta chiudendo: il tempo è un fattore cruciale. Con lo scorrimento già avviato da parte del GSE per riassegnare le risorse, le imprese in lista d’attesa stanno ricevendo le notifiche per completare la procedura: entro 30 giorni dalla comunicazione devono versare il 20% di acconto sull’investimento, pena la decadenza dell’accesso all’agevolazione. Inoltre, se a valle dello scorrimento dovessero permanere fondi inutilizzati, si aprirebbe una nuova possibilità anche per chi non ha ancora inviato la comunicazione preventiva, ma l’ordine cronologico sarà rigoroso. Per questo motivo, le imprese interessate devono attivarsi subito, predisponendo la documentazione e i preventivi tecnici richiesti, se vogliono sperare di accedere ai fondi ancora residui.

Modalità operative e iter previsto:

  • Scorrimento delle graduatorie: il GSE assegnerà progressivamente le risorse disponibili ai soggetti già in lista.
  • Pagamento dell’acconto: chi riceve comunicazione ha un mese per versare il 20% e confermare l’impegno.
  • Apertura a nuovi ingressi: in caso di ulteriori fondi disponibili, sarà possibile inviare nuove comunicazioni, ma sempre nel rispetto dell’ordine di ricezione.

Il quadro generale della “Transizione 4.0”: dal 2020 a oggi, il Piano Transizione 4.0 ha mobilitato oltre 29 miliardi di euro in crediti d’imposta per le imprese italiane, contribuendo alla modernizzazione dei processi produttivi, all’introduzione di tecnologie digitali e all’innovazione di filiera. Nonostante alcuni rallentamenti dovuti a vincoli tecnici e normative complesse, la misura resta uno dei principali strumenti fiscali per accompagnare l’industria verso un modello più efficiente, automatizzato e interconnesso.

In sintesi:

  • Su 2,2 miliardi stanziati per il 2025, oltre 900 milioni sono ancora disponibili.
  • Il GSE sta riassegnando le risorse alle imprese in lista d’attesa.
  • Le aziende hanno 30 giorni per confermare l’investimento con il pagamento dell’acconto.
  • Chi vuole accedere ora deve muoversi rapidamente: l’ordine cronologico sarà determinante.
Nuovo bando per autoproduzione energetica rivolto alle PMI

Nuovo bando per autoproduzione energetica rivolto alle PMI

Il bando per “Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI” è una misura di sostegno destinata alle piccole e medie imprese che desiderano investire in impianti fotovoltaici o mini-eolici, eventualmente con sistemi di accumulo energetico per l’autoconsumo. Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) il bando mira a promuovere la transizione energetica e a ridurre i costi energetici per le imprese.

In sintesi:

Le PMI possono beneficiare di contributi a fondo perduto, con un massimo del 40% per le piccole imprese e del 30% per le medie imprese, per un investimento compreso tra 30.000€ e 1 milione di euro. Le domande possono essere presentate dal 4 aprile al 17 giugno 2025. Le risorse disponibili ammontano a 320 milioni di euro, di cui una parte è riservata alle regioni del sud Italia e alle micro e piccole imprese.

Vantaggi principali:

Il bando offre numerosi vantaggi alle imprese, contribuendo a migliorarne la competitività e la Sostenibilità. Ecco un approfondimento sui principali benefici che le PMI possono ottenere attraverso questo incentivo:

1. Riduzione dei costi energetici
L’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (come impianti fotovoltaici, mini-eolici e sistemi di accumulo) consente alle PMI di produrre parte o tutta l’energia necessaria per il proprio processo produttivo. Ciò comporta una diminuzione dei costi legati alla bolletta energetica, che è una delle voci di spesa più rilevanti per molte piccole e medie imprese. In un contesto di aumenti dei costi dell’energia, questo vantaggio può essere determinante per migliorare la Sostenibilità economica a lungo termine dell’impresa.

2. Accesso a finanziamenti a fondo perduto
Il bando offre contributi a fondo perduto che rappresentano una riduzione immediata dei costi iniziali per l’installazione degli impianti, rendendo l’investimento in tecnologie rinnovabili molto più accessibile. Senza l’onere di dover rimborsare il contributo, le PMI possono concentrarsi sul ritorno economico e sull’implementazione della transizione energetica.

3. Sostenibilità ambientale e reputazione aziendale
Le imprese che adottano tecnologie per la produzione di energia rinnovabile non solo contribuiscono alla Sostenibilità ambientale, ma migliorano anche la propria immagine e reputazione sul mercato. Oggi i consumatori e i partner commerciali sono sempre più sensibili alle tematiche ecologiche. Le PMI che scelgono di ridurre le loro emissioni di CO2 e adottare pratiche più verdi possono beneficiare di un incremento dell’appeal e della fiducia da parte dei clienti, migliorando la loro competitività e potenzialmente accedendo a nuovi mercati. Inoltre, ridurre l’impatto ambientale può rappresentare un vantaggio strategico, specialmente per le imprese che operano in settori dove la sostenibilità è un valore importante.

4. Innovazione e aggiornamento tecnologico
Il bando favorisce l’adozione di tecnologie avanzate per la produzione di energia, spingendo le PMI verso un processo di innovazione tecnologica. Si tratta di soluzioni moderne che permettono alle imprese di aggiornare le proprie infrastrutture, migliorando l’efficienza operativa e l’affidabilità. L’adozione di queste tecnologie non solo migliora l’autosufficienza energetica, ma permette anche alle PMI di restare al passo con le evoluzioni del mercato e le normative europee in materia di energia e ambiente.

5. Resilienza alle fluttuazioni dei prezzi dell’energia
La dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali, i cui prezzi possono variare in base a fattori geopolitici o economici, espone le PMI a rischi di instabilità dei costi. Investire in impianti di energia rinnovabile riduce la vulnerabilità a tali fluttuazioni. Una volta che l’impianto è operativo, i costi di produzione energetica sono più stabili e prevedibili, contribuendo a una migliore pianificazione economica per l’impresa.

6. Incentivi per la crescita
Infine, le PMI che partecipano al bando non solo beneficiano di vantaggi economici, ma possono anche ottenere un contributo per diventare leader nel campo della Sostenibilità, rendendo l’azienda più competitiva in un mercato globale sempre più orientato verso pratiche verdi. L’investimento in rinnovabili è infatti spesso percepito positivamente anche da investitori e istituzioni, oltre che dai potenziali talenti interessati, che premiano l’impegno verso la transizione ecologica.

Conclusioni:

In sintesi, il bando per “Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI” rappresenta una grande opportunità per le imprese che desiderano ridurre i costi energetici, migliorare la propria competitività, e contribuire alla Sostenibilità ambientale, ottenendo al contempo un aiuto economico per la realizzazione dell’investimento e supporto consulenziale per una presentazione efficace della domanda.

Industria 5.0 e 4.0: tutte le novità 2025

Industria 5.0 e 4.0: tutte le novità 2025

Il Piano Transizione 5.0, in complementarità con il Piano Transizione 4.0, è volto a incentivare il processo di trasformazione energetica e digitale delle imprese relativamente ad investimenti in beni materiali, pannelli fotovoltaici, formazione e dispositivi industriali avanzati, effettuati nel biennio 2024-2025. Si tratta di una dotazione finanziaria complessiva pari a 6,3 miliardi di euro, in linea con le azioni di breve e medio periodo previste dal piano REPowerEU, allo scopo di trasformare i processi produttivi delle imprese, rispondendo alle sfide poste dalle transizioni “gemelle”, energetica e digitale.

Con la legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), il governo italiano ha approvato gli emendamenti precedentemente discussi che vanno ad incidere sull’attuazione dei piani 4.0 e 5.0, modificandoli in parte. Ecco un elenco delle novità già in vigore:

Transizione 4.0:

  • STOP AGLI INCENTIVI PER SOFTWARE 4.0: il contributo relativo all’acquisto ed interconnessione di beni immateriali 4.0, precedentemente fissato con aliquota 10%, è stato completamente rimosso.
  • TETTO DI SPESA SUI BENI 4.0 ACQUISTATI NEL 2025: è fissato a 2,2 miliardi di euro il tetto di spesa per gli incentivi su beni materiali 4.0 acquistati nel 2025. Questo significa che per gli investimenti effettuati quest’anno è bene prenotare il credito al più presto, poiché non verrà più erogato una volta esaurita la soglia dei 2,2 miliardi. Il tetto di spesa non si applica su investimenti effettuati gli anni precedenti.

Transizione 5.0:

  • NUOVE ALIQUOTE: si passa dagli attuali tre scaglioni a due sole soglie di investimento: fino a 10 milioni e da 10 a 50 milioni di euro. Per investimenti fino a 10 milioni, le aliquote sono del 35%, 40%, e 45% (a seconda del risparmio energetico).
  • CUMULABILITA’: introdotta la possibilità di cumulare le misure del Piano Transizione 5.0 con misure nazionali ed europee, inclusi anche i crediti d’imposta per gli investimenti in area ZES (Zone Economiche Speciali).
  • MAGGIORAZIONI PER PANNELLI FOTOVOLTAICI: i pannelli devono essere prodotti in Europa, ma sono stati aggiunti pannelli di tipologia a), oltre a quelli già presenti di tipologia b) e c). Quindi in definitiva:
    • Pannelli tipologia a) (efficienza al 21,5%): maggiorazione 30%;
    • Pannelli tipologia b) (efficienza dal 23,5%): maggiorazione 40%;
    • Pannelli tipologia c) (efficienza dal 24%): maggiorazione 50%.
  • SOSTITUZIONE MACCHINARI OBSOLETI: introdotta una semplificazione per la sostituzione di macchinari obsoleti (il cui ammortamento è cioè terminato da almeno 2 anni), per i quali si può omettere di calcolare il risparmio energetico, assestandosi così comunque sull’aliquota del 35%.

 

Il Piano “Transizione 5.0” rientra tra le misure disciplinate dal Decreto 24 luglio 2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n°183/2024, che reca le modalità attuative della disciplina di cui all’articolo 38 del Decreto-legge 2 marzo 2024, n°19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56.

Come la 5.0 può aiutare l’industria del fashion

Come la 5.0 può aiutare l’industria del fashion

L’industria della moda, nota per la sua creatività e innovazione, nonché per la vicinanza e dipendenza dal suo pubblico e dalla sua clientela, si trova di fronte a una sfida cruciale: integrare la Sostenibilità nei processi produttivi per ridurre l’impatto ambientale, ancor più di quanto fatto nel recente passato, in modo da poterlo comunicare adeguatamente. I consumatori sono sempre più consapevoli dell’importanza di un approccio sostenibile alla moda e cercano marchi che si impegnino per ridurre l’inquinamento, il consumo di risorse e il ricorso a pratiche dannose per l’ambiente.

Un driver fondamentale della produzione sostenibile è il risparmio energetico. Negli ultimi anni, sempre più marchi e aziende del settore si stanno impegnando a ridurre il consumo energetico nelle fasi di produzione e distribuzione. Grazie all’adozione di tecnologie più efficienti e all’ottimizzazione dei processi, è possibile ridurre significativamente l’impatto ambientale legato al consumo di energia.

Il piano “Transizione 5.0” per le aziende offre opportunità e incentivi in questo senso, supportando con finanziamenti sotto forma di credito d’imposta, per il biennio 2024-2025, investimenti che comportino un risparmio energetico. Ma quali potrebbero essere praticamente le tecnologie finanziabili, in grado di portare vantaggi in termini di Sostenibilità e innovazione tecnologica alle aziende del settore fashion?

Ecco alcuni esempi:

  • Nuovi macchinari tecnologicamente avanzati e interconnessi (cucitrici, macchine da taglio, stenditori, stiratrici ecc.): possono rientrare nei progetti 5.0 e concorrere al risparmio energetico, di stabilimento e di processo, rispetto a macchinari obsoleti e meno avanzati.
  • Pannelli fotovoltaici: permettono l’auto-generazione di energia ed il risparmio sulla bolletta elettrica, favorendo il minore consumo dalla rete. Costituiscono probabilmente uno degli elementi più importanti della 5.0 (godono inoltre di maggiorazioni a seconda della loro efficienza), pur non essendo obbligatorio includerli nel progetto complessivo di investimento.
  • Dispositivi di efficientamento energetico: permettono di ottimizzare la gestione dell’energia nel reparto produttivo, spesso includono un monitoraggio avanzato dei consumi e dei risparmi, e possono essere interconnessi al sistema informativo di fabbrica.
  • Impianti di recupero termico: permettono il recupero dell’energia termica e di conseguenza abbattono le necessità energetiche (sotto forma di gas o elettricità) per il riscaldamento dei fluidi.
  • Software e App di monitoraggio: si tratta di applicativi specificamente programmati per il monitoraggio dei consumi di energia, che consentono di implementare in azienda processi di controllo e gestione del risparmio energetico.
  • Formazione 5.0: può essere erogata ai dipendenti per rimanere al passo sui temi della digitalizzazione e della Sostenibilità.

Questi elementi principali ed altri possono essere sfruttati all’interno dei progetti 5.0 per pervenire ad un risparmio energetico per le imprese: qualora esso si dimostri superiore al 10% (per unità produttiva) o 15% (per processo produttivo), la percentuale di finanziamento delle spese per gli investimenti 5.0 può superare il 45% del totale.

Il risparmio energetico e la Sostenibilità sono elementi chiave per plasmare il futuro dell’industria del fashion. Mediante impegni concreti e coordinati è possibile agire su processi di innovazione aziendale complessivi, dalla filosofia di brand al rinnovamento delle tecnologie di produzione, dai processi avanzati di monitoraggio e gestione ad un utilizzo accorto, calcolato e ingegnerizzato delle risorse. Dal punto di vista dei consumi energetici, la “Transizione 5.0” è un’opportunità da cogliere per tempo: i fondi sono ingenti (6,3 miliardi di € in due anni per l’Italia), ma il tempo è poco (fine 2025).